Il
Buon
Ricordo
nasce
nella
primavera
del
1964
per
volontà,
prima
di
tutti,
di
Dino
Villani,
un
uomo
d'arte
e
di
cultura,
ma
anche
un
grande
pubblicitario,
capace
di
dar
vita
ad
iniziative
di
grande
e
diffuso
successo
(basti
pensare
al
primo
concorso
di
Miss
Italia,
all'invenzione
della
festa
della
mamma
e
così via).
Ogni
ristorante che aderisce deve
avere in lista una "specialità" del
Buon Ricordo, cioè una
portata esemplare del territorio
in cui opera o a cui si ispira.
Chi gusta quella specialità riceve
in omaggio un piatto in ceramica
che ricorda il ristorante e la
specialità stessa:
un dono destinato a fissare il "buon
ricordo" di
un'esperienza gastronomica da
non dimenticare.

Un
successo
che
supera
ogni
previsione.
Tutti
i
media
salutano
con
entusiasmo
la
bontà dell'iniziativa
e
la
qualità delle
scelte.
Il
grande,
clamoroso
successo
iniziale
si
conferma,
dura,
cresce.
A
fine
anni
'60
i
dodici
sono
più che
raddoppiati
anche
se
quasi
tutti
collocati
nel
Nord
del
Paese.
La
cucina "del
territorio" oggi
non è più né segreta
né negletta.
Gode
anzi
di
grande
considerazione
da
parte
di
storici,
dietologi,
nutrizionisti
e,
soprattutto,
dei
consumatori.
Ma
il
compito
dell'Unione
dei
Ristoranti
del
Buon
Ricordo è ben
lontano
dal
considerarsi
esaurito.
La
cultura
enogastronomica è materia
viva
e
dinamica.
La
scienza,
la
tecnologia,
le
caratteristiche
e
la
disponibilità delle
materie
prime,
inducono
una
dinamica,
in
cucina,
che
deve
sempre
interfacciarsi
con
le
esigenze
dietetiche
e
con
la
salute
dell'uomo
d'oggi.
Il
prodotto
agroalimentare
italiano,
un
tempo
poco
conosciuto, è oggi
talmente
apprezzato
e
ambito
nel
mondo,
da
provocare
continue,
equivoche
imitazioni
e
falsificazioni
che
danneggiano
l'Italia
in
tutti
i
sensi.
L'Unione
intende
lavorare
ancor
più intensamente
perché le
evoluzioni,
i
cambiamenti,
la
creatività si
sviluppino
in
modo
corretto
e
coerente
con
la
storia
culturale
dei
nostri
territori,
e
allo
scopo
di
difendere
e
diffondere
la
ristorazione
italiana
di
rigore
e
qualità,
dentro
e
fuori
i
nostri
confini.
I
ristoranti
seri,
professionalmente
adeguati
e
culturalmente
preparati,
sono
ambasciatori
di
questi
valori.
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